lunedì 4 novembre 2013

rientri

Abbiamo attraversato colline e paesi, ascoltato il rumore del mare e della città, respirato il profumo della pioggia e del vento.
Al rientro ci ha accolto una pioggia sottile, quella che ti si insinua nelle ossa, il clima dell’autunno inoltrato.

Sono stati giorni belli, allegri e pieni di meravigliosi progetti. 
Mi basterebbe realizzarne la metà della metà! 

Mi aspettano giorni intensi, nuove avventure,
nuovi impegni volutamente già confermati.

E per il momento sono contenta così!

mercoledì 30 ottobre 2013

Nonostante tutto

Nonostante tutto la vita va avanti, il mio blogghino è un po' malconcio e le sue funzionalità sono ridotte ma non ci si ferma.
Domani pomeriggio arriverà un nuovo grande mezzo di trasporto davanti al nostro garage, sarà una prova, un esperimento e, in compagnia di amici esperti, proveremo a vedere l'effetto che fa.
Nuove avventure ci aspettano, è dura la vita dei pensionati!
So che ci sono camperisti in giro, magari potremo confrontarci al mio rientro. Ovviamente si accettano consigli e istruzioni per l'uso
Buona vita a tutti !

sabato 26 ottobre 2013

HELP

Non so se accade solo a me ma ho la pagina del blog e tutte le sottosezioni invase da pubblicità quasi oscena ?!?!?!?
C'è qualcosa da poter fare?

giovedì 24 ottobre 2013

Namibia e dintorni 5

La mattina il risveglio è una magia, la luce del primo mattino accende i colori degli alberi, del fiume che scorre tranquillo davanti alla nostra tenda,  rimaniamo tutti incantati. Dopo una generosa ed allegra colazione partiamo per una prima escursione in barca per vedere il fiume e scoprirne i piccoli grandi segreti. Siamo nel delta dell’Okavango, nella parte settentrionale, lungo il Linyanti L’ambiente è ricco di canneti e  ninfee che occhieggiano bianche tra il blu dell’acqua ed il verde della vegetazione;  scorgiamo uccelli ovunque, rapaci ed uccelli lacustri, cicogne e aquile, ma quello che più colpisce è la tranquillità e la serenità di questi luoghi, la nostra barchetta dal fondo piatto silenziosamente ed agilmente si destreggia nei canali ed ogni ansa, ogni spiaggia ci regala una sorpresa. Il giro è relativamente breve, rientriamo presto al lodge dove ci godiamo la calma del fiume e ci spupazziamo il piccolo Ettore di due mesi, figlio dei proprietari che un po’ incoscientemente lo fanno crescere in quel luogo sperduto! (Questo però è il pensiero di noi nonne dell’occidente). 
Nel primo pomeriggio attraversiamo il territorio circostante prima con una grande jeep ed incontriamo antilopi, facoceri, impala, varani e possiamo renderci ben conto del passaggio degli elefanti che sono peggio di Attila! Lasciano la terra desolatamente brulla, i pochi tronchi rimasti sono come scarnificati e il rosso della loro polpa rivela la vita che c’è ancora. La seconda parte della gita la facciamo in barca seduti sul tettuccio superiore e qui non ci sono parole per descrivere il nostro incontro con una quantità innumerevole di elefanti. Sono piuttosto infastiditi dalla nostra presenza anche perché non ne sono abituati. Diversamente dall’Etosha questo parco, Nkasa Lupala Park, è poco frequentato e certi itinerari di visita sono utilizzati da pochissimo tempo. 


Siamo letteralmente circondati da un branco di enormi bestioni, che barriscono e sventolano minacciosamente le grandi orecchie. Un’elefantessa prende vicino a sé il proprio cucciolo con la proboscide e ci fa capire senza ombra di dubbio che lei lo proteggerà sempre! Arriviamo anche a vedere qualche ippopotamo, una famiglia di babbuini e dei bufali sulla sponda del Botswana.  La strada del rientro è costellata da incontri con gli elefanti che al tramonto vanno ad abbeverarsi al fiume, e sono tanti davvero tanti. Anche questo tramonto sarà indimenticabile per i colori che il sole ci regala. 


La sera, dopo una doccia rinfrancante, ci godiamo un’altra stellata da togliere il fiato e ci addormentiamo con il barrito degli elefanti non proprio lontani.
La mattina seguente purtroppo lasciamo questo piccolo eden e ci dirigiamo verso il Parco Chobe. Percorriamo una lunga strada sterrata e, come dice la nostra guida non c’è viaggio senza foratura, foriamo. Per fortuna siamo vicini ad un centro abitato e in breve tutto il treno di gomme è sistemato. Siamo in riva allo Zambesi che scorre pigro ed il caldo si fa sentire decisamente. Attraversiamo la frontiera del Botswana ed arriviamo a Kasane, che è un’orrenda cittadina affollata di negozietti di souvenir della peggior specie. In breve arriviamo al nostro prossimo lodge che è a dir poco entusiasmante. Un giardino immenso raccoglie i pochi bungalow che sono immersi nel verde, ci sono facoceri ed antilopi che gironzolano liberi e per nulla intimoriti dalla nostra presenza. Siamo sulle sponde del fiume e la natura è esplosiva. Alberi di mango, frangipane, bouganville, sono tutti in piena fioritura perciò è tutto un tripudio di colori e profumi. 

Ci godiamo un tramonto di assoluto relax a bordo piscina, immersi nella frescura del giardino, in compagnia degli animali che discreti ci guardano con circospezione.
La nostalgia comincia ad assalirci, sentiamo odore di rientro … ma non c’è tempo per i pensieri, il programma prevede altre emozioni ed altre avventure.
Un altro risveglio antelucano ci attende, alle 5,30 siamo tutti in piedi, un grosso fuori strada ci trasporta all’interno del parco Chobe e sventolati dall’aria gelida del primo mattino ci dirigiamo verso il fiume dove possiamo osservare la fauna locale. Il panorama lascia davvero senza parole, l’immenso habitat del fiume è occupato da mandrie di bufali, impala, elefanti, a perdita d’occhio. Vediamo solo le orme del leone,  anche qui non siamo allo zoo e gli spazi sono immensi, i grandi felini si sono diretti altrove, almeno così ci assicura il ranger che ci accompagna, e sono troppo lontani per riuscire a raggiungerli e terminare il giro previsto. Ci accontentiamo di vedere tutto il resto in particolare una gran quantità di uccelli di varie dimensioni e di mille colori. Per le 9 siamo di ritorno e ci rinfranchiamo con un’abbondante colazione. Ci dedichiamo per qualche ora all’esplorazione del grande giardino del lodge e al relax, qualcuno legge, qualcuno recupera il sonno perduto, qualcuno apprezza la fescura della piscina.
Nel primo pomeriggio partiamo per l’ultimo safari nel Chobe , questa volta in barca, alla scoperta del fiume e dei suoi abitanti. Mi è davvero difficile enumerare tutti gli animali che abbiamo visto nel corso di questa gita, tantissimi davvero tantissimi: aquile pescatrici, jacane, cormorani, cicogne, martin pescatore, coccodrilli grandi e piccoli, babbuini, varani, bufali, ippopotami, elefanti ( e tanti altri di cui non ricordo il nome)! Abbiamo navigato per 4 ore, instancabilmente il nostro accompagnatore ha cercato di portarci tra i canneti e le tante isolette alla scoperta di angoli più belli e maggiormente affollati. La prima parte della gita è stata caratterizzata da un sole caldo ed implacabile che ci abbagliava e ci ha fatto sudare non poco. Abbiamo incrociato un branco di ippopotami cui siamo sfuggiti a gran velocità, sono immensi e le loro fauci non sono per nulla rassicuranti. Una sterminata famiglia di babbuini neri ci ha degnato solo di qualche sguardo intenta com’era a pasteggiare con l’erba di un immenso prato in riva al fiume. Un coccodrillo ha continuato a riscaldarsi al sole con le spaventose fauci aperte mentre altri hanno continuato a nuotare pigramente. Un cormorano è rimasto sul ramo con le ali aperte ad asciugare. L’aquila pescatrice ha condiviso i rami di un grande albero con una cicogna dal becco aperto. Intanto noi abbiamo continuato a stupirci e ad ammirare tutta questa meraviglia. Poi poco alla volta la luce si è fatta più tenue, le ombre più lunghe ed è cominciata la magia del tramonto che ci ha fatto esplodere occhi e cuore. Per concludere in bellezza abbiamo incrociato un branco di elefanti che hanno attraversato un guado proprio davanti a noi e le loro silhouettes si sono stagliate sul cielo infuocato del tramonto, un tramonto così bello nessuno di noi lo aveva mai visto. Una palla di luce incandescente si è calata nell’acqua incendiando tutto l’orizzonte. 

Le macchine fotografiche scattavano all’impazzata fino a stordire gli stessi fotografi. E così storditi e decisamente paghi rientriamo eccitati ed emozionati dalle luci, dai colori, dalla scenografia  perfetta.
La malinconia ci attanaglia tutti, come faremo a ritornare alla quotidianità, al grigio, all’autunno ormai alle porte? E le notizie dalla patria son quelle che sono; migranti affogati, senatori decaduti ….. ma tant’è ogni avventura ha un inizio ed una fine, sarà così anche per noi.
Ci restano ancora le cascate di Victoria, un' ulteriore esplosione di vita e di colori. Dopo aver varcato la frontiera dello Zimbabwe ci dirigiamo verso la moderna Victoria Falls, un mondo decisamente diverso da quello che abbiamo appena lasciato, costruzioni recenti, lunghe file di bei negozi costeggiano la strada, alternandosi con qualche piccolo ed ordinato mercatino con prodotti dell’artigianato locale. Dopo aver lasciato i nostri bagagli in albergo ci dedichiamo ad una passeggiata ed all’ultimo shopping. Nel primo pomeriggio ci dirigiamo a piedi verso le cascate. Sono imponenti e spettacolari, un agevole sentiero percorre tutto il percorso panoramico ed è veramente impressionante la grandezza e la portata di queste falls, anche se la siccità quest'anno ne riduce una parte. L’orario è perfetto per vedere una quantità di arcobaleni, doppi, singoli, completi ….. non ci siamo fatti mancare nulla.


La serata si conclude con una cena al suono dei tamburi, in un posto piuttosto turistico e rumoroso ma decisamente pittoresco.
L’indomani prendiamo l’aereo e dopo 24 ore di viaggio rientriamo a casa.
Il viaggio è finito.

La Namibia è stata una meta indimenticabile, un viaggio praticamente perfetto, ci portiamo a casa tanta armonia, tanti pensieri felici, tante risate e tante riflessioni. Questa terra è una tavolozza con tutti i colori dell’arcobaleno e questi per me sono i suoi colori : il rosso della corteccia dei tronchi spellati dagli elefanti, l’arancione delle dune, il blu del cielo, il verde della foresta, il giallo della savana, il nero della notte nella giungla, l’ocra delle donne Himba, le mille sfumature del marrone delle antichissime montagne, il bianco smagliante del sorriso dei bambini senza dimenticare tutte le sfumature di ogni colore scorte sui dorsi degli animali, sulle pendici dei monti, nelle lagune e nei fiumi. 

lunedì 21 ottobre 2013

namibia e dintorni 4

La mattina successiva ci dirigiamo verso un villaggio di boscimani per osservare le loro tecniche di caccia, la raccolta di piante e radici, danze tribali e canti. Anche questa è una visita che affronto con qualche perplessità, tutto è molto interessante ma ho sempre la sensazione di violare la loro privacy. Sono sorridenti, gentili e particolarmente cordiali. Un giovane ci illustra le loro abilità in inglese (ed io capisco abbastanza), un altro con una mimica invidiabile pur parlando nella sua lingua ci spiega come accendere un fuoco, come cacciare, come procurarsi la canfora o il veleno nella foresta. ù
E’ una etnia molto diversa da quelle che abbiamo incontrato precedentemente, sono più piccoli e magri, minuti ed agili. Gli uomini sono i protagonisti mentre le donne restano ad osservare o aiutano a portare gli oggetti, solo al momento dei canti e della danza si esibiscono come protagoniste. Finiamo la visita in un simpatico shopping center dove sono esposti monili fatti di semi, legno e corda. A parte il fatto che mi sono esibita con loro in una danza rituale ed ho fatto ridere tutti tanto che mi avrebbero dovuta pagare per il divertimento procurato …. la mia perplessità rimane e pur rendendomi conto che siamo un mezzo di sostentamento non credo sia il modo giusto per approcciarsi a queste popolazioni.  

Dopo questo incontro abbiamo proseguito verso Rundu,  paese che è adagiato in riva al Kavango. La natura diventa meno arida e decisamente più ricco di vegetazione. Lungo la strada ci fermiamo a visitare “Kehemo Ketuko” che è un orfanatrofio che Rolando e Nadia, sua moglie, sostengono portando un aiuto concreto all’infanzia più povera del nord-est della Namibia. E’ stata una visita importante e molto istruttiva, soprattutto per noi che ci possiamo permettere di fare un viaggio di questa portata. Personalmente non sono riuscita a fare nessuna foto, ero presa ad ammirare la dedizione dei volontari, il sorriso dei bambini, le camerate ingombre di letti, le cataste dei materassi, l’orto con l’impianto di irrigazione da montare, la cucina con il fuoco a legna, gli enormi pentoloni dove cucinano la polenta, l’ordine e la pulizia che nonostante tutto regnavano, la rassegnazione dei ragazzini più grandi, i loro quaderni, i loro poveri abiti, le piastrelle scrostate delle docce, la sabbia, la chiesa. Siamo rimasti a lungo ad ascoltare i racconti di Rolando, la storia di questo posto, la fatica che si fa a costruire una cosa del genere e soprattutto l’impegno che richiede il progetto di dare un’istruzione a tutti questi ragazzini, a dare a loro un’opportunità di avere un futuro, la difficoltà di accogliere tutte le bambine che fuggono dalla miseria e dalla violenza. Nessuno di noi è rimasto immune dalla compassione e tutti abbiamo assicurato il nostro impegno per fare qualcosa per loro. (Non ce ne siamo più dimenticati! )

La notte è arrivata e nel nostro comodo lodge abbiamo trascorso la serata ascoltando altri racconti e avventure di bambini e adulti che sperano e si impegnano, che passano dalle parole all’azione in favore di quelli meno fortunati.

La mattina successiva abbiamo fatto un bellissimo giro al rutilante mercato di Rundu, dove i profumi delle spezie si mescolavano con mille colori, dove c’era tanta gente e tanto rumore, dove la musica sopraffaceva le voci. Affascinati dai sorrisi e dalla gentilezza di tutti abbiamo dato sfogo ad un momento di shopping davvero africano. Niente gadget…solo oggetti di uso comune, un mercato vero, dove c’erano il banco del macellaio e quello della farina, quello della frutta e quello dei tessuti, anche un venditore di bare!


Prima di partire verso il Caprivi, destinazione Parco del Mamili ci fermiamo all’asilo che è gestito dalla stessa organizzazione. La visita è più lieve, qui i bimbi sono più piccoli ma hanno tutti una famiglia, hanno dai 3 ai 5 anni, le maestre hanno classi di 40 bimbetti ciascuna, loro stavano tutti seduti composti con una bella divisa e ci hanno cantato orgogliosi delle canzoncine in italiano e hanno contato in inglese da 1 a 20, decisamente soddisfatti dei nostri applausi e dei nostri complimenti. Con la sincera promessa di non dimenticarci di loro li abbiamo salutati, ricambiati dai loro sorrisi e dai loro baci.


Proseguiamo verso la nostra nuova meta, attraversiamo villaggi poveri ma vivi, tutti ci salutano come fossimo vecchi amici, come si possono dimenticare i sorrisi che sempre accompagnano questi volti? Anche quest’oggi la strada è lunga ma come sempre troviamo mille cose di cui stupirci, dopo l’asfalto ci attende un lungo pezzo di sterrato ed infine dopo l’attraversamento di un torrente dove un gruppo di ragazzini si esibisce in salti e tuffi rumorosi ed allegri, percorriamo un tratto di strada decisamente sconnessa che sembra non finire più, dopo salti, sballonzolamenti che ci sfiniscono arriviamo in un paradiso terrestre, un lodge che in realtà è un campo tendato, dove tutto è rigorosamente ecosostenibile, dove non arriva la luce elettrica e l’impianto ad energia solare è l’unica fonte di energia. Prima di accompagnarci nella nostra tenda ci fanno firmare una liberatoria che certifica che ci hanno informati dei pericoli che potremmo correre se ci avventureremmo da soli dopo il tramonto in giro per il territorio intorno al lodge stesso! Ovviamente qui non ci sono reti, né barriere e gli animali in particolare gli elefanti hanno la possibilità di girare in completa libertà. Dopo una doccia ristoratrice e rilassante ci vengono a prendere nella nostra tenda (arredata meravigliosamente) ed andiamo a cena.



 La tavolata accoglie tutti gli ospiti ed è un allegro melting pot di lingue ed esperienze che l’esperta regia del gestore (un giovane piemontese) rende piacevole e divertente, il tetto è la via lattea che qui risplende in tutto il suo splendore. Dopo l’ottima cena ci rilassiamo chiacchierando intorno al fuoco, poi poco alla volta ognuno si ritira nella propria tenda, resto da sola a guardare il cielo, scorgo lassù dei volti familiari, nell’universo c’è anche la mia felicità che risplende. Il silenzio è sovrano, c’è solo il frastuono della natura, grilli e rospi , qualche barrito che speriamo resti lontano. Ci addormentiamo tutti in trepida attesa delle avventure che ci aspettano, certamente ancora emozionanti!