domenica 23 ottobre 2016

Cimiteri


C’è il sole, splende ed abbaglia. 
Passeggio lungo gli stretti viali, in questo periodo 
è un tripudio di fiori. Una beatitudine per gli occhi.

Quando uno pensa al cimitero dovrebbe esser malinconico 
ma oggi qui non c’è tristezza, almeno per me. 
E’ ora di sistemare i fiori ed è un compito che mi spetta ,
 ne ho l’esclusiva.  E’ un posto dove incontro chi ho tanto amato. 
E lui è lì in pieno sole, come ha sempre voluto. 
Il suo sorriso risplende e rassicura come sempre. 
C’è  anche il mio antico lui, è più defilato 
ma ha il mio rispetto ed il mio ricordo.

Ritiro i fiori vecchi e i relativi vasi, la prossima settimana 
tornerò con quelli nuovi, dai colori brillanti ed allegri. 
Li saluto e mando un bacio, sono sicura che mi vedono 
e che mi ascoltano. 

Il nostro comunicare non si è mai interrotto, in verità, 
qui è più reale che mai.

Ho tempo, sono in anticipo e ne approfitto
 per fare un giro silenzioso e rispettoso,
 vado a salutare qualche amico.
P. che se n’è andato così presto, soffrendo tanto,  
che è stato un buon amico sempre affettuoso e disponibile.
A. e G. amici di sempre di mamma e papà, 
delle loro partite a scala quaranta, 
delle cene della domenica sera,  
delle chiacchiere di moda e di politica,
 di gossip e di figli.
C. e B. semplici conoscenti dei tempi del lavoro, 
ma il loro sorriso non l’ho mai dimenticato.

Passeggiando osservo i volti recenti ed antichi delle fotografie,
 a colori ed in bianco e nero, ci sono giovani e vecchi, 
adulti e ragazzi, sposi abbracciati, sorrisi da fototessera, 
momenti di vita, ricordi di passioni e di amori,
 vecchi con enormi baffi appuntiti, ragazzi sulla moto, 
ragazze danzanti, saluti di bronzo e di marmo 
e tutto un esercito multicolore di una vita che è stata 
e che si tenta vanamente di riafferrare.

Ma c’è il sole ed i fiori multicolori rendono tutto più lieve,
 anche la terra che li ha accolti.


I ricordi si fanno belli, perché è vita quella che c’è stata 
e lascia la sua traccia nel cuore di chi ama.



6 commenti:

  1. Ci vado anch'io ... al cimitero.
    Li mi ricollego ai miei genitori, che non ci sono più e si riapre la mia ferita. Chissà se veramente, quando la dimora diverrà quella anche per me, sarà posta la parola: fine.

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    1. Fine è una parola che fa paura .....

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  2. è un rito che fa bene a chi rimane... a me manca non andare a trovare i miei nonni

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  3. Ma che brava che sei a scrivere! Riesci sempre a esser epoetica e leggera anche quando parli di argomenti, per definizione, tristi!

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    1. Grazie Patrizia. Ma per essere poetica devo essere molto ispirata ^_^

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