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lunedì 18 settembre 2017

Di famiglia


Pensavo fosse impossibile, se non davvero difficile ed invece ce l'abbiamo fatta e con piacere. Ci siamo ritrovati tutti (quasi tutti, ne mancava solo uno) ieri a pranzo ed eravamo tanti perché c'erano anche i mariti/compagni, i figli ed i figli dei figli . 
Siamo invecchiati, parecchio, siamo ingrassati, ormai le rughe segnano i nostri volti e chi l'anca, chi le ginocchia, chi i piedi, chi le mani.... ognuno ha il suo malanno ma non cambia il legame solido e sicuro che ci unisce. 

La maggiore ha quasi ottant'anni, il più piccolo un mese appena. 
C'è chi è già nonno/a da tempo chi non lo è ancora, c'è chi ha attraversato dolori grandi, chi malattie dure e faticose, chi vive più serenamente e placidamente, c'è quello più ricco e quello che ha ancora da preoccuparsi delle proprie finanze, c'è chi ama il mare , chi preferisce le montagne, c'è il professore universitario e c'è il dirigente d'azienda, c'è l'insegnante in pensione e c'è la casalinga. 
I figli sono un po' distanti, incerti e meno sorridenti, forse si stufano anche un po', ma ci sono e fanno buon viso a cattivo(noioso) gioco. 
L'appetito non manca a nessuno, il lambrusco e la malvasia riempiono generosamente i bicchieri, il tono della voce si alza un po' e le risate si fanno più sonore. 
Seduti intorno alla tavola è sempre un buon posto dove incontrarsi e lì ci ritroviamo noi 11 cugini come facevamo quando c'erano i nonni ed i nostri genitori per festeggiare l'anniversario di matrimonio dei nonni. Ora non ci sono più i nonni e nemmeno i loro figli, restiamo noi cugini unici depositari della memoria della nostra famiglia, che non ha nulla di importante se non quello di essere stata una famiglia unita. Ci siamo resi conto che siamo ancora legati saldamente da ricordi bellissimi di feste, giochi, estati interminabili, natali magici e molti altri momenti che hanno fatto parte importantissima della nostra vita e della nostra maturazione. 

La giornata è iniziata sotto un cielo plumbeo ed un'umidità che ti entrava dolorosamente nelle ossa, poco alla volta il sole ha avuto la forza di avere la meglio ed ha scaldato l'aria e gli animi. 

Purtroppo come sempre la vita ti riserva una sorpresa sgradita ed uno del gruppo si è sentito male ed è dovuto ricorrere alle cure dei sanitari. 
Per un po' la festa è rimasta sospesa, tra angoscia e preoccupazione, il suono dell'ambulanza ha strappato il senso di tranquillità che ci aveva avvolto. 
Per fortuna le notizie dal pronto soccorso sono arrivate rassicuranti. 
La festa, per alcuni è terminata qui, per un piccolo gruppo è continuata altrove a guardare le foto in bianco e nero, piccole piccole, cercando di indovinare volti ed anni, raccontando aneddoti dimenticati e terminando la giornata con un ultimo goloso gelato. 
Ormai ognuno è tornato nella sua città , grato per la giornata che ha fatto tanto bene al cuore di tutti.
 Ovviamente la promessa è di ritrovarci l'anno prossimo di nuovo, stessa data stesso posto.


domenica 13 agosto 2017

Mai dire mai

E chi l'avrebbe mai detto che si sarebbero sposati? 
Eppure .... oggi in un pomeriggio perfetto di metà agosto sono convolati a  nozze la mia figlia piccola, piccola per modo di dire, ha passato i trenta da un bel po' , ed il suo compagno.

Hanno organizzato una festa bellissima, 
gli sposi erano al settimo cielo, belli, sorridenti, innamorati e felici. 

La cerimonia si è svolta in modo assai informale, in comune, 
essendo ferragosto c'era solo il custode che 
aveva acceso l'aria condizionata 
e si stava una meraviglia

 Ha officiato la cerimonia un amico dello sposo, 
personaggio assai alternativo 
ma emozionato e molto compreso nella parte.

 


La sposa ha voluto leggere le sue promesse allo sposo
 e così tutti nessuno escluso, abbiamo fatto il nostro bel pianto.

Poi baci, applausi e abbracci a volontà. 


Ci siamo trasferiti in un locale sulle colline e abbiamo mangiato
 poche cose ma davvero buone, 





Bevuto del buon vino e riso tantissimo. 
Eravamo seduti in una bella tavolata sotto un filare di uva 
tutto profumava d'estate ed i colori del tramonto hanno reso 
l'atmosfera, se possibile ancora più magica. 

Infine è arrivata la torta 


Una buonissima meringata ai frutti di bosco 
e nessuno ha rinunciato alla fetta 
generosa che veniva offerta.

Abbiamo brindato con un buon prosecco fresco, 
per chi voleva c'era anche del millefiori dolce e leggero. 

Sarà difficile dimenticare un pomeriggio così intenso e ricco di belle emozioni, condiviso con una compagnia di persone cordiali ed affettuose, soprattutto perchè hanno accolto mia figlia con entusiasmo e tanta semplicità nella loro bella e numerosa famiglia. 

Non è stato un matrimonio convenzionale 
è stato un gran bel matrimonio 
senza troppi fronzoli, tutti seduti insieme felici perchè 
i nostri ragazzi erano felici. 

Non si guardava il vestito ma gli occhi di chi ti parlava. 

I brindisi sono stati tanti e sinceri, 
alla fine per qualcuno forse appena un po' troppi. 

Ai miei ragazzi auguro ogni bene, tanta felicità 
e la capacità di amarsi per tantissimo tempo 
così come si amano ora 
"con la promessa di rispettare, ammirare ed apprezzare 
le persone che sono oggi 
e quelle che diventeranno un domani". 







lunedì 27 marzo 2017

Lavori in corso

Pezzo per pezzo, cassetto per cassetto, anta per anta,
 stiamo svuotando tutto. 
La casa presto sarà un guscio vuoto, 
per ora è un disordine inconsueto, 
una confusione inimmaginabile. 

Non c'è più ogni cosa al suo posto 
ed il fatto di smembrarla così violentemente 
la rende fragile e dolente. 

I nostri passi inquieti attraversano 
le stanze silenziose, quasi attonite da tanta attività.

Tiriamo fuori, dividiamo ed inscatoliamo. 
Come se fosse la cosa più normale del mondo, 
come se fosse previsto. 
Invece è tutto fuorchè atteso, è una violenza 
e noi lo sappiamo. 
Andiamo di fretta per non fermarci a pensare,
 per concludere alla svelta. 
Ma è faticoso e doloroso, 
allora ogni tanto ci sediamo una di fronte all'altra 
e cerchiamo nei reciproci sguardi 
un conforto ed una rassicurazione. 

Non troviamo quello che cerchiamo 
abbiamo solo la consapevolezza che
 è l'unica cosa da fare. 
Così andiamo avanti e così faremo 
finchè l'ultimo ricordo non sarà chiuso nell'ultima scatola. 

Per ora sappiamo solo che la famiglia non c'è più. 
Sarà possibile ridarle una forma seppure diversa? 


domenica 10 gennaio 2016

ancora 60




Bene, il mio meraviglioso consorte me l'ha fatta
 e ci sono cascata con tutte le scarpe. 

Ignara e anche un po' brontolante sono andata a pranzo al ristorante a mangiare gli "ossi de mascio" (maiale grasso e puzzolente). 
Il mio umore non era dei migliori, anzi.
 Mi aveva lasciata sola tutta la mattina per una partita di calcio, 
tanto che mi ero anche messa lo smalto 
e l'avevo fatto asciugare per benino, 
ho fatto il letto e pure la marmellata, 
ho ascoltato il ConiglioRelax in tranquillità. 

Ma quando siamo entrati .....  è partito un applauso forte, 
tutti hanno gridato AUGURI! 
Ecco io da quel momento non ci ho capito più niente, ci ho messo un bel po' a realizzare che la festeggiata ero proprio io. 
Mi sono guardata intorno pensando che festeggiassero quella dietro di me
 (che ovviamente non c'era), 
mi sono accorta della presenza del figlio irlandese,
di mia sorella, degli altri figli, nuore e neogenero compreso, 
delle cognate e dei cognati, di tutti i nostri amici, 
 ho visto tanti sorrisi e mi sono salite le lacrime agli occhi, 
un groppo in gola che non mi ha abbandonato per tutto il pranzo.
(sono una vecchia sentimentale)

Ho baciato ed abbracciato tutti ed erano tanti ma proprio tanti. 
Erano stati invitati dal mio meraviglioso consorte 
in gran segreto da prima di Natale 
e la mia festa era lì che mi aspettava da allora.
( e io che non volevo festeggiare!!!!!!)

Non ho mai avuto fame, lo stomaco bloccato dall'emozione, 
ho parlato con tutti, sorriso e riso tanto. 
Ho ricevuto un sacco di regali bellissimi, uno più bello dell'altro.

Ancora adesso sono frastornata da tutte le emozioni
 e fatico a tenere un filo logico ma è stato bellissimo, 
mi sono sentita amata e tanto. 
Ho sentito il calore della mia famiglia forte e chiaro, 
ho sentito l'affetto degli amici, proprio cari. 

Sono queste le cose importanti e nei momenti bui cercherò di ricordarmelo. 




domenica 8 giugno 2014

di famiglia

Dai Francesco vieni che ti insegno a scrivere le lettere - dice la mamma al seienne che a settembre affronterà il suo primo anno scolastico - Mamma dai non ho tempo da perdere!!!! - risponde lui correndo a giocare

E tu Pietro sei contento di andare alla scuola materna a settembre? domanda ingenua la zia al nipotino treenne 
risponde lui sicuro : Non se ne parla nemmeno, io resto a casa con la nonna 

Saretta cosa ne dici di usare le posate per mangiare il pasticcio? chiede la sempre ingenua zia alla uneenne spalmata di ragù e besciamella in ogni dove. Lei la guarda torva e continua imperterrita. Continuerà così fino alla fine del gelato al cioccolato.  

Giovanni vai al centro estivo domani? No andrò al nuotocamp. E cosa farai? Nuoterò, che altro potrei fare? 

Tra un delirio di pianti, grida e sorrisi, tutti sudati, ed assai storditi 
abbiamo trascorso questa prima calda domenica estiva in famiglia. 
Come è bello stare tutti insieme, ma non ci siamo più abituati alla confusione infantile! 
Per fortuna che la cuoca è sopraffina e che almeno una bambina del gruppo è stata tutto il pranzo muta ed annichilita come gli adulti 
ad osservare il caos indemoniato degli altri quattro fanciullini 
(e della loro mamma sempre urlante) . 

Cosa saranno capaci di fare sabato prossimo, al ristorante, in occasione del matrimonio del figliopiccolo? 

Ne sono vagamente preoccupata.  



domenica 5 gennaio 2014

58

Sono gli anni che mi porto addosso. Li sento? Si un po', le giunture scricchiolano e dolgono, mi sento stanca più facilmente, amo di più il silenzio e la quiete, se mi guardo allo specchio la pelle decisamente è meno luminosa di una volta e molto meno tonica, ma chi se ne..... mi sento abbastanza bene tutto sommato e soprattutto ho la sensazione di sentirmi un po' più saggia. 
Oggi è stata una giornata buona, divertente, tranquilla. Ho ricevuto auguri e regali, ho ringraziato e baciato, ho cucinato (poco), ho fatto la torta ed i biscotti con la mia nipotina, ho osservato la pioggia cadere a profusione. Sono stata dalla parrucchiera perchè non sia mai che la festeggiata sia in disordine. 
Mi hanno telefonato in tanti e, dopo i convenevoli di rito, quasi tutti mi hanno raccontato le loro magagne. Mi dispiace per loro. 
Poi mi è arrivato il suo messaggio: "Buon compleanno cuginetta mia. In un mare di dolore ma con l'affetto di sempre" ed ho pianto. E' l'unico cui permetto di lamentarsi perchè il suo dolore è immenso ed è inerte di fronte a quel male che gli sta portando via il figlio di 6 anni. Ha trovato il modo ed il tempo per pensare al mio compleanno. L'altra sera nel corso di una breve ma intensa telefonata mi ha detto "Schiena dritta e facciamo quello che si deve e può fare" ed io non riuscivo a trovare le parole per rispondere. Coraggio, è l'unica cosa che mi viene in mente perchè quello che sta succedendo è contro natura. Ed ancora piango, silenziosamente, per voi nel giorno del mio compleanno, che probabilmente per V. non arriverà mai. 

venerdì 6 dicembre 2013

dicembre

Sono molti giorni che non scrivo, ma, sembra impossibile anche a me stessa , ho le giornate piene, intense ed affastellate. 
Nei momenti di calma cerco di rilassarmi e non pensare, ma la mente
 macina, macina macina. 
Allora, a discapito delle riflessioni argute e delle riflessioni profonde, che rischiano spesso di far solo un gran male, passo ai solitari ed il tempo scivola via senza che io me ne accorga. 
E’ talmente andato via veloce che se non sto attenta mi perdo pure il Natale. Non ho ancora pensato a cosa mettere sotto l’albero per i miei ragazzi, non ho ancora pensato ai menù per i giorni di festa, non ho nemmeno fatto una lista delle telefonate per gli auguri. 
Quando ci sono altri problemi da risolvere anche una festività così importante passa in secondo piano. 
Non sono problemi vitali ma assorbono ogni energia. 
Vedrò di provvedere al più presto.   

In tutto questo baillamme di appuntamenti, programmi, organizzazioni esiste un momento solo per me, un angolo di “nutrimento” della mente che mi fa sentire viva e mi arricchisce con enorme soddisfazione. 
Il breve corso di scrittura creativa, giunto purtroppo alla penultima lezione, si è rivelato un’ esperienza emozionante. 
La docente è una persona altamente comunicativa ed esperta, ha saputo trasmettere tanto entusiasmo e tanti spunti di lettura, di riflessione ed è riuscita a condividere alcune tecniche pratiche per lo sviluppo di un testo scritto con estrema semplicità e competenza. 
Personalmente non ho velleità di diventare una scrittrice ma mi ha fatto sentire in grado di poter scrivere qualcosa (cosa che chissà mai se farò).  L’aula è composta da un gruppo molto disomogeneo di persone innanzitutto per età, si va dai 17 ai 70 anni ed anche di estrazione sociale. 
Un bel pot-pourri  che è accomunato da un intento comune, per cui il livello di attenzione è sempre alto e la tensione emotiva sempre adeguata.  
Mi sono sempre divertita ed è stato tutto davvero molto interessante, 
mi sono sentita ignorante come una capra ma ancora capace di apprendere,
 ho compreso quanto enormi siano le mie lacune ma c’è sempre tempo per imparare e se tornassi indietro …
 ma indietro non si torna 
ed allora guardo avanti e prometto che per giovedì prossimo il compito assegnato sarà svolto da brava studentessa, con umiltà e tanta pazienza!  


domenica 9 settembre 2012

Giorni di festa


E’ fatta! Ho superato quasi indenne questo fine settimana, 
sono parecchio stanca anzi di più. 
Ho tanto lavorato, impastato, pulito, lavato, pelato, condito, cotto, frullato, lucidato, asciugato, apparecchiato, sparecchiato, e tante altre attività che ora non ricordo perché la mente è un po’ confusa, 
i piedi friggono, 
le mani dolgono.
Ma ne valeva la pena, almeno per me.
Averli tutti intorno sorridenti e soddisfatti non ha prezzo!
(Papà ti sarebbe proprio piaciuto!) 

P.s. Agrimonia i tuoi croissant non hanno fatto in tempo ad essere portati in tavola che erano già finiti!!!! In verità mi son venuti dei saccottini ma imparerò ^_^

martedì 17 luglio 2012

Di montagne e di ricordi


Il passo è svelto e l’andatura decisa. Il sole scalda e non poco ma l’aria frizzante ne attenua il calore, lo sento pizzicare ma non mi dà nessun fastidio.
 La salita è poco impegnativa, la strada bianca e arida. Le auto ordinatamente disposte a pettine tradiscono la vicinanza con il paese. Poco più avanti la sbarra che chiude il passaggio ai mezzi è sbiadita ma ancora utile alla bisogna. 
Da lì inizia il sentiero che oggi ho deciso di percorrere nella mia passeggiata quotidiana. Lungo il limitare della stradina si innalzano degli abeti che rassomigliano ai cipressi di pascoliana memoria, sono alti e dritti come fusi, sembrano voler accarezzare il cielo con le loro cime. Mi vengono incontro e con loro i ricordi. Come si sposta una frangia impertinente dalla fronte, li allontano, non è ancora il momento. 
Incontro altri camminatori quasi tutti di una certa età, coppie che silenziose risalgono il viottolo con una cartina in mano, per non perdere la via, un paio di famiglie i genitori dietro ed i bambini avanti, saltellanti. 
E’ un percorso facile, la salita continua ma dolcemente, il mio passo continua regolare e sento la fatica ma il fiato non è ancora corto e come mi ha insegnato un saggio amico esperto camminatore mi regolo con il mio respiro. Rallento un po’, ma resto costante. 
Dopo poco rimango sola, vedo solo qualcuno in lontananza, un signore con un cane, un’altra coppia, due amiche, ma intorno a me solo silenzio e natura. 
E’ tutto talmente bello che temo finisca troppo alla svelta. 
Dopo le ultime due curve, che affronto con una certa determinazione, arrivo al belvedere. Salgo sul poggio e ammiro la valle. Mi siedo sulla panchina e permetto ai ricordi di arrivare. Sento lontane le voci dei bambini che cercavano i “mertilli” , i funghi, i fiori da portare alla nonna. Risuonano le nostre risate, le nostre chiacchiere frivole e leggere come conviene quando si è in vacanza. I picnic a bordo torrente erano epici, a parte la quantità di cibo sempre in eccesso, partivamo regolarmente con il ricambio completo per tutti i bambini che non mancavano mai di bagnarsi o incautamente di finire nell’acqua. C’era chi riusciva a dormire, chi leggeva, chi si avventurava alla scoperta del bosco. 
E nella mia mente è tutto ancora vivo come allora.  
Sono ricordi sereni che mi portano indietro di tanti anni, così come è sereno il ricordo delle ultime passeggiate che abbiamo fatto con papà proprio lungo questi sentieri, il suo passo era lento, la schiena curva, il fiato corto, ma lo spirito sempre indomito. 
“Però una sciatina quest’inverno potrei anche provare a farla….”  
Solo un paio d’estati fa me lo diceva e non scherzava. Ci avrebbe voluto provare per davvero. Questo però è un ricordo preferisco lasciar perdere. 
Riprendo il cammino e inizia la discesa, lascio la strada battuta per avventurarmi nel bosco, tanto so che non sono lontana da casa. Attraverso minuscoli sterrati con l’erba che mi raggiunge le spalle. Ci sono tronchi divelti, rami tagliati, opera evidente dei boscaioli. In breve rivedo i tetti delle case, il paese è là sotto a portata di mano. Sono sudata ma decisamente soddisfatta. 
E come ha detto la mia bellissima mamma ho fatto un po'pace con queste montagne.  

mercoledì 4 luglio 2012

5 luglio 1976


Era una notte calda ed afosa, come stasera. 
Era domenica, dalle finestre del  5° piano il panorama 
era davvero spettacolare, 
in quelle stanze molto anonime mi sentivo un po’ spaventata,
 era tutto piuttosto irreale. Mi pareva di vivere in un film, era troppo presto rispetto ai programmi, non riuscivo a mettere a fuoco la situazione.

 E  dopo una nottata trascorsa a camminare su è giù per la sala travaglio, a chiacchierare con l’ostetrica e con la mamma, ad aspettare le contrazioni sempre più vicine …. alle 8,05 del mattino sei nato. 
Il 5 luglio 1976 . 
Ti ho visto dopo due giorni, quando ormai non ci credevo più, 
bellissimo, perfetto, enorme 
nei tuoi 3 kg e 600, 
dentro quell’incubatrice dove ti avevano messo per precauzione.

Ora sei un uomo, ma per me resti sempre 
quel pulcino che ho stretto tra le braccia tanto tanto tempo fa 
in una stanza del reparto immaturi, 
con la luce blu, 
seduta e sudata, 
troppo giovane nei miei vent'anni,
abbracciata al tuo orgoglioso papà.


AUGURI!





giovedì 7 giugno 2012

crisi's blues

Ho letto un post su questo blog "italia2013" l'ho trovato lucido e crudo.
ci ho ritrovato molte verità
perchè chi vive in questa società non è immune dai condizionamenti che essa impone
perchè è grande la responsabilità dei media e della classe politica.
perchè si parla del senso della vita e della dignità personale che non sono necessariamente collegate con il lavoro ed il denaro
perchè si parla del dramma della solitudine
e di molto altro che mi ha fatto riflettere a lungo per l'esperienza vissuta da vicino e che sto ancora vivendo ma con qualche spiraglio
e ho ritrovato molto di quello che osservo direttamente

"Conosciamo il finale della storia: la piccola fiammiferaia dovrebbe scuotersi, battere i pugni a tutte le porte, rubare del cibo o intrufolarsi in qualche casa; dovrebbe usare con coraggio e intelligenza quel po’ di energia che ha; invece, rapita dalle immagini tremule e illusorie di un passato perduto, muore assiderata."

E questo è il finale dell'articolo che un po' mi spaventa
anche se mi auguro che la mia piccola fiammiferaia sappia guardare oltre le illusorie immagini del passato e continui a guardare avanti a sè, a quella nuova se stessa che sta faticosamente costruendo, senza badare a quanto di esteriore e futile la circonda e illude, con umiltà e orgoglio di chi riesce a rinascere dalle ceneri di un passato che ormai diventa sempre più lontano.
immagine rubata dal web

lunedì 7 maggio 2012

comunione e cultura


Anche questa è fatta, la piccola di casa ha fatto la Prima Comunione! 
Rito a metà tra il religioso ed il consumistico adempiuto (a dire la verità direi che il centro dell’attenzione non era il senso religioso della festa ma non voglio fare troppo la spocchiosa …. la nipote era contenta può bastare ed andarmi bene anche così).
 La giornata è iniziata sotto un dispettoso temporale che ci ha costretti a fughe veloci dai parcheggi e dalla chiesa per evitare di rovinare le capigliature costosamente domate dalle coiffeuses !!! Il rito in chiesa si è svolto tra la consueta confusione di una marea di gente che era decisamente poco interessata all’aspetto religioso della faccenda, tutti  erano molto più preoccupati di fotografare e farsi riprendere, salutarsi calorosamente, sfoggiare i nuovi look quasi estivi e spesso fuori luogo. 
Una baraonda più o meno bisbigliante di nonni, nipoti, zii e parenti vari ha incessantemente circondato 26 bambini novenni che avevano lo sguardo un po’ vago,  l’aria preoccupata ed in evidente disagio con quel saio bianco lungo e scomodo 
perché spesso ereditato o preso in prestito da parenti o amici 
di dimensioni non proprio identiche!  
Le bambine in particolare erano fornite di un’angelica coroncina di candidi fiorellini che per lo più stava sghimbescia sulla testa dando l’impressione di una leggera ubriacatura …. 
Per fortuna il tutto è durato poco più di un’ora e mezza e siamo riusciti a fuggire dal caos con sollecitudine. 

E’ seguito come di rito un lauto e godibile pranzo in una trattoria sui Colli Euganei, il sole nel frattempo ha deciso di regalaci il suo splendore e relativo calore. 
I piccoli sono riusciti a scappare da tavola per dedicarsi ai loro giochi e 
noi adulti abbiamo chiacchierato a lungo in tranquillità, nonostante tutto! 

Con la pancia piena e assolutamente soddisfatta, nel primo pomeriggio
la compagnia si è sciolta o meglio divisa, una parte è ritornata alle proprie dimore un’altra ha preferito approfittare della possibilità di una visita a Villa dei Vescovi con annesso cicerone (gratuito… essendo il padre della Comunicata). 

E’ un posto splendido da poco restaurato grazie al patrocinio del Fai, uno spettacolo davvero emozionante che consiglio vivamente ! 

Il cognato-cicerone in oltre ci ha fatto gustare con dovizia di particolari le peculiarità architettoniche ed artistiche di questo luogo storico. 


Una visita nella bellezza e nella storia che ha concluso una domenica da incorniciare!

domenica 1 aprile 2012

impressioni

Finalmente una serata in cui riesco a ragionare, il peggio per il momento pare passato 
e si cerca una nuova normalità. 
Sembra di vivere in campeggio, ma è un campeggio di lusso, anche se ogni cosa è provvisoria e precaria. I vestiti sono stati riposti negli armadi anche se il consorte deve ancora capire dov’è la sua roba, la cucina è in piena funzione, anche se abbiamo 7 piatti piani 8 fondi 12 piattini frutta ed una quantità incredibile di posate, di pentole c’è un assortimento vario di casseruole ma di padelle nemmeno l’ombra. Non importa ci arrangeremo, in fondo sono solo pochi mesi. 

Nel silenzio che mi circonda tornano alla mente i ricordi che sono legati agli anni che ho trascorso in questa casa! 
Se guardo la libreria ricordo ancora l’emozione del giorno che è stata consegnata e montata, era estate, mi sono ritrovata circondata dalle casse aperte, piene dei miei libri raccolti con amore nel corso degli anni, la musica dei Queen a palla, per la gioia mi sono messa a ballare da sola, per la prima volta nella mia vita prendeva forma quella parte di me che non se ne sarebbe mai andata perché ogni pagina, ogni volume era contemporaneamente fuori e dentro di me. Tra i volumi si nascondeva timido e discreto il volumetto rilegato con modestia frutto delle mie fatiche di studentessa ed ero riuscita a ritrovarlo! I volumi dell’opera teatrale di Eduardo mi riportavano agli anni napoletani così felici . I due volumi della Saga dei Forsyte mi riportavano agli anni dell’adolescenza ed ai discorsi intimi e timidi con mio padre. Il piccolo volumetto regalatomi dal mio primo amore mi riportava ai primi palpiti. 
E così di seguito… Oggi è tutto ancora lì, sistemato in quell’ordine che gli diedi 10 anni fa. Basta allungare una mano e, a parte la polvere, tutto è rimasto magicamente uguale anche il mio cuore.

Passare dal corridoio e buttare lo sguardo nella camera della figlia e vederla ancora lì china sulla scrivania, certo ora non studia ma quanta tenerezza provo, 
quante speranze, quanti progetti, quante preoccupazioni quando la mattina vedevo il letto fatto e non sapevo dov'era! 

Avevo scelto da sola ogni dettaglio, piastrelle, accessori, disposizione dei mobili, ancora oggi sono soddisfatta di quello che ho fatto. Per la prima volta avevo potuto decidere in prima persona, senza dover rendere conto a nessuno, 
posso assicurare che è una gran bella sensazione! 

Se esco c’è anche un piccolo giardino ed allora mi vengono in mente quante notti ho trascorso seduta sugli scalini a guardare le stelle aspettando che il sonno arrivasse immaginando un futuro dove ci fosse di nuovo qualcuno con cui condividere le ore notturne. Dietro casa ci sono i fili per stendere il bucato nella bella stagione 
e mi è sempre piaciuto poterlo fare perché i panni stesi al sole hanno un profumo specialissimo che sa di buono e di antico. 

Domani anticiperemo il pranzo di Pasqua visto che il figlio grande e la nuora il prossimo fine settimana saranno fuori città ed anche questo è un avvenimento che mi rende allegra. 

Stasera con il consorte abbiamo preso il tram e siamo arrivati fino al Prato della Valle e da lì siamo ritornati verso casa camminando per le strade di una citta che mi appartiene, Abbiamo parlato fitto di progetti e delle mille cose che ci sono da fare per la casa che ora svuotata si appresta ad essere stravolta. Ma in realtà la mia mente seguiva il mio sguardo che accarezzava le architetture dei palazzi nobili ed eleganti del centro, i portici, le facciate delle chiese e gli storici caffè. Mi sono riempita gli occhi ed il cuore, senza nostalgia con la consapevolezza di avere delle radici. 


lunedì 19 marzo 2012

Il profumo del pane



Il mese di marzo, nella nostra famiglia, è caratterizzato da un compleanno alla settimana, o giù di lì.
Stasera ne abbiamo festeggiati  due, la mamma arrivata ad 88 primavere e la mia sorellina che ne raggiungerà 52 domani.

E’ stata una bella serata!
Tutti hanno fatto in modo che fosse una bella serata.

La mamma aveva apparecchiato con la consueta eleganza la tavola, 
proprio come si fa per il dì di festa .

La nipote grande ha preparato, con la mia collaborazione, la cena … e che cena!

Il figlio grande ha raccontato della sua macchina nuova con giusto orgoglio.

Con mia sorella abbiamo cercato di pianificare le vacanze materne 
trovando facilmente un accordo, 
ed abbiamo cercato di approfittare dell'incontro per aggiornarci 
su tutte quelle cose che non riusciamo mai a dirci. 

Nessun muso, nessun borbottio, solo il piacere di raccontarci gli avvenimenti della settimana l’un con l’altro per condividere le cose belle e brutte.

Non tutto va bene, come spesso accade, ma la preoccupazione e la malinconia sembravano mitigarsi nel piacere di trovarci seduti insieme.

Alleggiava il profumo del pane, della pasta fatta in casa di quelle cose semplici 
che fanno bene al cuore ed allo spirito.  



Ti sarebbe piaciuto, papà, vederci così ! 

sabato 14 gennaio 2012

Settimana

E’ trascorsa un’altra settimana. 
E’ stata indaffarata, con alti e bassi, con impegni gravosi e rilassanti.

Da martedì  la cugina Giò è nostra ospite ma soprattutto è stata con la mamma.
La mamma è stata sempre  decisamente di buon umore,  
E’ arrivata con un piccolo plico di vecchissime foto, 
tra cui quella della nonna della mamma, del nonno , 
delle zie nel 1930 vestite di bianco con in primo piano la zia L. 
quindicenne severa e bellissima con il capo adorno da una treccia lunga 
fino alla vita , dei nonni ancora giovani seduti sulla grande terrazza 
della casa di Sala Baganza, lei mentre cuce e lui sta leggendo.
Da quelle foto sono partiti i racconti degli anni passati. 

Le storie di quando andavano in vacanza, accompagnati dall’autista 
con i bauli, con pentole e stoviglie, vicino a Rimini 
dalle vecchie zie che lesinavano il cibo, 
 la nonna preparava serafica bagagli per tutti e 6 i suoi figli,
 bevevano il latte dalla tazza di ferro sbeccata , 
salivano sui tetti per rubare i fichi messi ad essiccare, 
le loro corse in bicicletta con gli altri sei cugini,
di quando il nonno arrivava ed era festa perché 
andava a fare la spesa e si mangiava, 
quando  zia L. era sempre malata con qualche linea di febbre 
ed il nonno scoprì che il termometro era rotto … e molti altri racconti ancora. 
A stasera credo siano ancora lì a dire: Ti ricordi di….
e tutto torna loro magicamente alla mente, come fosse accaduto ieri.  
Domani la cugina Giò tornerà a Napoli e riprenderà per tutti la routine 
ma per la mamma sono stati due giorni da incorniciare.

Anche questa settimana ci siamo fatti un giro dal notaio, senza combinare nulla per l’ennesima volta !

Oggi infine ho potuto consumare il mio regalo di compleanno ! 
Gentilmente offerto dalla sorella che l’ha pagato e condiviso con me.
Siamo andate qui, è stata un’immersione nel piacere. Piacere per la sauna, per il gommage, per i profumi, per la maschera al miele, per il massaggio rilassante, per lo shampoo ed il balsamo,  per il tè verde al gelsomino ed i biscotti, 
soprattutto per le nostre chiacchiere e le nostre confidenze, per l’intimità che abbiamo trovato, tutto quello che ci siamo confidate a metà lasciando intendere con un pudore tutto al femminile altri segreti ed altre storie.

E’ un buon bilancio, anche per tutto il resto che ha trovato compimento, 
come al solito un passo avanti all’altro e la vita continua! 

giovedì 5 gennaio 2012

Compleanno

Inauguro il 2012 con il mio compleanno. 
Come ogni anno del resto. 
E’ stata una giornata abbastanza intensa,
 cucina e faccende l’hanno fatta da padrone. 
Ho cercato di non pensare troppo a tutti gli anni che mi porto sulle spalle e ho allontanato i ricordi, i pensieri, le ansie e le preoccupazioni.
Mi sono riuscita anche a godere un bel giro di shopping con figlia e nipote. Nessuna spesa pazza o compulsiva solo un gironzolare senza fretta. 
Ho comprato degli stampini per muffin e plum cake , 
delle rose di seta dai colori delicati. 
Ho scoperto un negozio di prodotti ittici surgelati, 
molto interessante in verità. 
Ho trovato per merito della mia figliola il regalo per la nuora 
che compie gli anni poco prima di me.
Il pomeriggio è stato tutto un impastare e cuocere.
 Ed è stato divertente.
Per cena sono arrivati tutti qui, figli, sorella, nuora, nipotina. 
Abbiamo mangiato, riso, scherzato. 
Una bella serata in famiglia, proprio come piace a me.
 Ho ricevuto anche messaggi e telefonate d’auguri 
e mi ha fatto molto piacere. 
Più piacere ancora mi ha fatto aprire i miei regali, 
tante cose belle e gradite. Tutti hanno pensato a me, 
con attenzione e saggezza. Proprio bello!

Ora sono stanca e penso sia anche dovuto all’età!

Anche questo 4 gennaio va in soffitta ma lo ripongo in una scatola ornata da un bel  fiocco rosso. Lì dentro voglio conservare con cura questa sensazione di serenità e di speranza. 

Mi sono fatta anche un piccolo regalo ed ho voluto farmelo oggi per non dimenticarmelo negli anni a venire, sono diventata socia di Annastaccatolisa. Chi volesse seguirmi …