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domenica 17 giugno 2018

Sono vecchia

Ieri sono stata in piscina e poi ad una notte bianca 
in un paese vicino alla mia città.
Ho nuotato e mi sono divertita ma non ho potuto
 fare a meno 
di notare quanto io sia diventata 
vecchia, irritabile ed intollerante.

In piscina ho dovuto ascoltare la telefonata 
tra due ragazze, credo colleghe di lavoro,
 i loro pettegolezzi, le loro lamentele e quant'altro,
 visto che la signorina che era mia vicina di ombrellone 
aveva messo il telefono in viva voce e 
parlava ad un tono di voce talmente alto 
che potevano sentirla fino negli USA.

Quando questa educata fanciulla è andata via 
un gruppo di giovinotti, sempre vicino a noi, 
ha iniziato a giocare a pallone, ridere 
e bestemmiare ad alta voce, ovviamente. 

Per arrivare al bordo vasca bisognava scavalcare 
un tappeto di vestiti, scarpe, borse, teli mare 
sparsi in elegante disordine sul prato.

Sono andata al bar per prendere dell'acqua 
e ad un tavolo erano seduti dei ragazzotti 
che tra una parolaccia e l'altra, chiacchieravano 
amabilmente pulendosi i piedi.

La sera siamo stati alla Notte Bianca organizzata
 in un paese vicino, c'era tanta gente e tanta musica,
 tanti banchi di mercanzia varia, luci e colori;
 l'ambiente era allegro e spensierato. 
Ovviamente dove facevano delle dimostrazioni di ballo 
si assiepava molta folla e noi insieme a loro. 
Un gruppo di ragazzi ha deciso che doveva passare
 proprio nel punto dove eravamo noi, 
non c'è stato verso di fermarli, nonostante i nostri inviti 
a compiere il giro dell'aiuola,
 ci hanno spinto e sono passati senza 
chiedere permesso e tanto meno scusa. 

Io sono vecchia, queste cose non le sopporto proprio,
 dove è finita la buona educazione? 

martedì 14 giugno 2016

Lampedusa

Sono tornata, con tanta nostalgia. 

L'isola è bellissima, in giugno decisamente piacevole, 
poco affollata e la brezza fresca del mare 
mitiga la potenza del sole.

Il profumo del timo selvatico inonda le vie,
 il rumore del mare è sempre udibile. 
C'è poco traffico e gli isolani sono socievoli e sorridenti. 
I loro volti scavati dal sole si aprono spesso in sorprendenti sorrisi. 
Si mangia troppo e troppo bene. 
Mi è solo mancata la possibilità di nuotare perchè l'acqua è ancora 
decisamente troppo fredda, ma è limpida e trasparente. 

Abbiamo avuto sempre le giornate piene di emozioni e allegria.
Siamo riusciti a visitare l'interessante Mostra della Fiducia e del Dialogo ed il piccolo Museo Archeologico, ma soprattutto ci siamo soffermati all' Archivio Storico di Lampedusa, dove un cortese signore ci ha a lungo intrattenuti narrandoci dell'isola, dei suoi problemi, dei migranti. 

Ora siamo a casa, si sentono in lontananza i tuoni di quest'estate che qui non vuole arrivare. ma la mente torna alle spiagge bianche,
 al mare azzurro e trasparente, 
all'incontro con un posto di frontiera che non ti aspetti. 

La presenza dei migranti non si avverte, ma il disagio spesso ti prende, perchè tu sei arrivato in aereo, ti godi il sole ed i bagni, 
vivi senza orologio, ceni al ristorante 
e fai dei bellissimi giri in barca distesa 
sui materassini a prendere il sole. 

Loro passeggiano in piccoli gruppi silenziosi, 
un po' di libertà ad alcuni è consentita, 
si affacciano alla spiaggia affollata di ombrelloni, 
si sistemano lontano, discreti, 
sono vestiti con tute da ginnastica di taglie sempre troppo grandi, 
e sono giovani, giovanissimi. 
Guardano con incertezza il mare, da cui sono stati risparmiati. 
Poi così come sono arrivati silenziosamente se ne vanno. 
E tu resti lì a pensare alle loro mamme che lontanissime,  
stanno aspettando di sapere se i loro figli sono vivi. 

Ed è terribile. terribilmente ingiusto. 
Non sono schiavi, sono solo nati dalla parte sbagliata del mare. 

sabato 30 agosto 2014

città

Vivo in una città piccola e un po' provinciale. Non la sento mia ed io non le appartengo. 
Sono legata alla città dove ho trascorso gli anni più spensierati della mia vita. E' una città piena di luce, di colore, di profumi, di odori, di rumore ma capace di regalarti momenti di pace assoluta, di silenzio, di intimità; è possibile anche sentire la sua violenza, la puzza ti riesce ad assalire alla gola, il frastuono ti può confondere e stordire. 
In tutte queste contraddizioni mi ci sono sempre ritrovata ed ora leggendo un gran bel libro ambientato proprio lì ne sento una gran malinconia. Uno struggimento che sconfina con la nostalgia. 
Sarà perchè allora ero giovanissima, innamorata e serena, ma Napoli mi è entrata dentro ed io mi sono sempre lasciata travolgere senza opporre alcuna resistenza. Ora mi manca.
Chissà se capita solo a me..... 

venerdì 29 agosto 2014

impressioni

Sono giorni, settimane che siamo inondati da immagini truci e dolorose di persone che sbarcano, di persone che vagano tra le macerie, di bambini innocenti che muoiono. 
La sensazione è che il nostro sguardo passi senza riflettere su tutte quelle immagini orribili soprattutto perchè ormai ne siamo assuefatti. 
Ci dimentichiamo che si tratta appunto di persone e che sono persone che soffrono e piangono. 
Oggi quella lunga fila di giovani uomini in mutande che marciava nel deserto mi ha lasciata attonita, ho pensato all'umiliazione, alla paura che dovevano provare. Ho pensato alla loro vita che sapevano giunta al termine solo per avere indosso la divisa sbagliata. Mi sono sentita triste e ho avuto paura anche io, non solo delle folli ideologie ma anche della incapacità di sentire il dolore dell'altro e di vedere le sue lacrime.

Troveremo mai il modo per porre fine a tutto questo orrore?  

domenica 8 giugno 2014

di famiglia

Dai Francesco vieni che ti insegno a scrivere le lettere - dice la mamma al seienne che a settembre affronterà il suo primo anno scolastico - Mamma dai non ho tempo da perdere!!!! - risponde lui correndo a giocare

E tu Pietro sei contento di andare alla scuola materna a settembre? domanda ingenua la zia al nipotino treenne 
risponde lui sicuro : Non se ne parla nemmeno, io resto a casa con la nonna 

Saretta cosa ne dici di usare le posate per mangiare il pasticcio? chiede la sempre ingenua zia alla uneenne spalmata di ragù e besciamella in ogni dove. Lei la guarda torva e continua imperterrita. Continuerà così fino alla fine del gelato al cioccolato.  

Giovanni vai al centro estivo domani? No andrò al nuotocamp. E cosa farai? Nuoterò, che altro potrei fare? 

Tra un delirio di pianti, grida e sorrisi, tutti sudati, ed assai storditi 
abbiamo trascorso questa prima calda domenica estiva in famiglia. 
Come è bello stare tutti insieme, ma non ci siamo più abituati alla confusione infantile! 
Per fortuna che la cuoca è sopraffina e che almeno una bambina del gruppo è stata tutto il pranzo muta ed annichilita come gli adulti 
ad osservare il caos indemoniato degli altri quattro fanciullini 
(e della loro mamma sempre urlante) . 

Cosa saranno capaci di fare sabato prossimo, al ristorante, in occasione del matrimonio del figliopiccolo? 

Ne sono vagamente preoccupata.  



venerdì 6 giugno 2014

gelosia

Cos'è? 
Wikipedia la definisce così: 
La gelosia (dal latino zelosus, aggettivo di zēlus passando per il greco ζηλoς (zelos), emulazione, brama, desiderio) è un sentimento umano. Assume nel tempo il significato del timore di perdere o non ottenere un bene o un affetto o qualcosa che entri in possesso di qualcun altro.
Premette anche questa citazione di Shakespeare :
 La gelosia è un mostro dagli occhi verdi che dileggia la carne di cui si nutre 

Si può essere gelosi del proprio compagno, dei figli, delle proprie cose...ma del passato di qualcun altro? 
Non invidiosi di qualcosa di bello che l'altro da te possiede; proprio gelosi esclusi da un vissuto che non ti appartiene ? 
E' davvero un mostro dagli occhi verdi che dilania e rode. E' assolutamente irrazionale, incontrollabile, soprattutto assale di soprassalto, e ti lascia senza fiato e senza difese. Cerchi di razionalizzare la situazione ma fai fatica ad allontanare la rabbia e la sofferenza. 
Poi passa così come è venuta, ma sai che sta lì e cercando di tenere a bada questa pulsione potente vai avanti, scrollando le spalle perchè la persone adulte e mature non hanno di queste cadute di stile. 

Allora è gelosia o qualcosa d'altro, che non riesco ad individuare? 

sabato 11 maggio 2013

11 maggio

Sono passati 14 anni e sembra ieri. 
Oggi mentre camminavo solitaria cercavo di ricordare le cose belle che abbiamo condiviso ma mi venivano in mente solo quelle brutte, mi sono dovuta impegnare per ricordare le risate, le carezze, le piccole grandi avventure che hanno reso piena la nostra vita insieme. 
Chissà perchè? 
Eppure ce ne sono state e tante. 
Ho pensato che non mi ricordavo se ti ho mai chiesto se avevi paura, ma in realtà della morte non ne abbiamo mai parlato, cercavamo di pensare alla vita che stavamo vivendo 
ed era già abbastanza impegnativa. 
Complice l'ultimo libro che ho letto mi sono venute alla mente tante altre domande 
che non mi pare di averti fatto, ma sono parole vuote ora, 
sarebbero servite allora, forse avevano un senso. 
Probabilmente il tuo silenzio di allora è la risposta a tutte le mie domande.
Quello che ha senso è che ora ti ricordo con tenerezza e malinconia, che quello che abbiamo condiviso non è perduto ma vive nella nostra memoria. 
Come ogni anno ti saluto,
 richiudo le pagine del passato, 
ti lascio un bacio ed un abbraccio, e vado avanti.


sabato 8 settembre 2012

Fai bei sogni


Questo libro me lo ha prestato Valeria, mia amica da sempre, è una donna che ho sempre ammirato per la sua concreta disponibilità. 


Con leggerezza probabilmente ho immaginato che il suo presente agiato, un marito dentista, tre figlie belle, magre, studiose, molti interessi e tante amicizie facoltose , l’avessero preservata dalla sofferenza. 
Non credevo che si ritrovasse a doversi ancora confrontare con il ricordo della sua mamma suicida nel lontano 1977. 
Quando la settimana scorsa me lo ha dato mi ha rivelato che non ha raccontato alle sue ragazze come è morta la loro nonna, gli occhi le si sono inumiditi e mi ha chiesto di leggerlo per poterne poi parlare con me. 
Era uno di quei libri che non avrei mai pensato di leggere e mentre cominciavo a scorrere le prime pagine effettivamente ho capito perché.
 Non mi piaceva il modo di scrivere di Gramellini, troppo giornalistico con frasi brevi, troppo incalzanti, ma questa è una mia fisima. 
La storia di questo bambino che rimane orfano troppo presto, come se ci fosse un momento giusto per restare orfani, il suo difficile rapporto con il mondo femminile , a dire il vero anche con quello maschile, le difficoltà che trova a rapportarsi con un mondo poco materno, mi hanno lasciata a lungo indifferente ed anche un po’ infastidita. Poco alla volta però sono riuscita a comprendere meglio il vuoto che aveva intorno e, seppure con una certa difficoltà, la fatica che ha fatto per diventare uomo.
Gli ultimi  capitoli sono poi il nocciolo della storia :
- La mamma non è caduta. E’ voluta cadere. –
-Solo il perdono ti rimette in contatto con l’energia dell’amore.-
-Ci vuole un’energia straordinaria per alzarsi dal letto ogni mattina con l’idea che la vita sia una prova e vada affrontata, sempre.

Ed allora sono tornata a pensare a Valeria, a quale strazio abbia vissuto. 
Alla sua mamma che ben conoscevo, elegante e sempre sorridente,
 con gli occhi azzurri come un cielo d’autunno.
Ed in rapida successione mi è venuto in mente il mio papà che è rimasto orfano da ragazzo perché i tedeschi invasori hanno ucciso il nonno Marco, reo di aver curato i partigiani, con una sventagliata di mitra. 
Il dolore del mio papà è stato talmente devastante che non è mai riuscito a parlarne con noi figlie e nemmeno a raccontarci qualcosa di suo padre, medico e benefattore ancor oggi ricordato nel suo paese.

Credo che né lui né Valeria abbiano mai perdonato ai loro genitori di averli lasciati senza la loro guida vuoi per scelta vuoi per fatalità colpevole di altri.

Ogni genitore cerca di dare tutto l’amore possibile ai propri ragazzi, 
ma anche il genitore è un uomo o una donna con i propri limiti e le proprie convinzioni. 

Bisognerebbe essere capaci di comprenderle e perdonare 
quello che ci sembra un atto di viltà oppure un atto di inutile coraggio?
Mi sono chiesta anche io avrei il coraggio di perdonare un abbandono così repentino e comunque ingiusto?

 Sono certa che non sarà facile parlarne con lei. 

sabato 4 agosto 2012

Domande senza risposta


Le Olimpiadi sono da vedere solo quando ci sono gli Italiani che gareggiano e vincono, se no sono noiose.
Che cosa fanno in tv oggi pomeriggio e/o stasera?
Pellegrini e Magnini hanno fatto troppi bagordi
Che cosa fanno in tv oggi pomeriggio e/o stasera?
La pubblicità è troppa.
Che cosa fanno in tv oggi pomeriggio e/o stasera?
Ma che atleta modesto costruisce Sacchi, è così mingherlino!
Che cosa fanno in tv oggi pomeriggio e/o stasera?
Piove, adesso vedrai che piove!
Avranno  caldo in città???
Cosa guardiamo alla tv?
E lo spread oggi come va? E la Borsa?
Monti è triste.
Che tempo farà domani?
Che cosa fanno in tv oggi pomeriggio e/o stasera?
La politica fa schifo.
Non riesco a fare le parole crociate.
Che cosa fanno in tv oggi pomeriggio e/o stasera?
Che male alle ossa.
Ci sono 2 macchine nel parcheggio.
Che cosa fanno in tv oggi pomeriggio e/o stasera?

martedì 28 febbraio 2012

senza parole

E se la realtà è così difficile che ti pare di non riuscire più ad affrontarla 
è più giusto desistere o resistere?