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martedì 26 giugno 2012

EMILIA


Fuori c’è un bel venticello e finalmente in casa si respira. 
E’ una tranquilla serata solitaria, il consorte è andato a festeggiare la vittoria del campionato e relativo passaggio di categoria della sua squadra. 
Ultimamente la televisione ci ha propinato un nulla profondo ed avvilente ma questa sera c’è il

Concerto per l’Emilia

 e sto cantando con loro.
 Ho alzato il volume ad un livello quasi indecoroso, ma le canzoni sono bellissime e mi sto emozionando sempre di più!  
Hanno cantato in tanti i Nomadi, prima la Carrà e Guccini, Bersani e Nek, Morandi e gli Stadio, Bergonzoni e Tomba e altri ancora, 
 uno spettacolo davvero.
 Lo stadio è strapieno e mi piace pensare che ognuno di loro sia lì per fare da cassa di risonanza alle parole, all’incoraggiamento, all’augurio di tutti quelli che si sono alternati sul palco.
Mi unisco anch’io

Forza Emilia ! 

martedì 5 giugno 2012

ricordi

I soliti rumori, la pentola sul fuoco, la tavola apparecchiata, è quasi ora di cena di una giornata qualsiasi, nulla di speciale. Guardiamo il telefilm mentre Giorgio gioca quieto con le macchinine. Comincia il telegiornale ma perchè mai Giorgio sta saltando sul divano?
Ma dov'è Giorgio?
Chi salta?
Chi fa ondeggiare il lampadario?
Perchè si muove il tavolo?
Com'è che tutto prende vita?
Dobbiamo fuggire è il terremoto!
Le nostre mani si uniscono in una morsa e ci trasciniamo verso l'uscita dopo aver recuperato il piccolo che stordito dalla confusione ci interroga ma solo con lo sguardo.
La catenella della porta non si apre, presto, presto facciamo presto. Fuori:
Le scale sembrano non finire mai, le grida riempiono l'androne del palazzo, il terrore è palpabile.
Non riesco più a pensare solo il movimento mostruoso del pavimento riesce a catturare i miei pensieri. Non posso fare nulla per difendermi.
Ma cos'è questo frullo d'ali che sento nel mio pancione appena accennato? Anche la mia bambina sente il mio terrore ed a suo modo me lo fa capire.
Ora sono fuori nel grande piazzale, mi guardo intorno il rumore della paura è assordante.
Lo sguardo è attonito.
L'unica certezza è quella di essere vivi.
E' il 21 novembre 1980.

La tensione e la paura ci circondano, cerchiamo allora di raggiungere i nonni ma è un'impresa difficile il traffico di Napoli non si smentisce nemmeno questa volta.
Per fortuna il percorso è breve.
Un abbraccio stempera il terrore. Tutti insieme si affronta meglio la paura.

Come si fa a non ricordare tutto questo in giorni così?

martedì 29 maggio 2012

Sempre 29 maggio

E va bene che è la nostra festa ma non occorre tutto questo entusiasmo!
Erano le 9.02 ero in bagno per le abluzioni mattutine
ed ho sentito la porta del corridoio che sbatteva d'istinto ho detto:
 Avanti!
Mi sono però resa conto che "sbattevo" anch'io!
.....
E continua a scuotere.

Ho recuperato dal 2 piano la mamma ottantottenne,
la nipotina novenne è rientrata da scuola
ed ora sono entrambe abbracciate sul mio divano e
guardano i cartoni animati che sono meglio dei tg.
Meglio qui a piano terra direi!
Con il pensiero rivolto a tutti quelli che
la scossa l'hanno sentita ancora più forte di me.