venerdì 11 ottobre 2013

Namibia e dintorni 1

Siamo partiti il 18 settembre per un’avventura che aspettavamo tutti con grande trepidazione, le valigie sono state preparate con cura ed attenzione, la fornitura di guide e cartine è stata completata, nel cuore c'è tanta speranza e desiderio di conoscere una terra che si prospetta magica.

E’ stato un successo! Tutto praticamente perfetto. 

Una terra meravigliosa ci ha accolto e si è fatta scoprire regalandoci dei momenti di grande stupore.
Mentre rileggo i miei appunti mi rendo conto di quanti superlativi ho usato per descrivere luoghi e avvenimenti, probabilmente sono un po’ eccessiva ma questo viaggio è stato talmente bello che mi è difficile ancora oggi contenere l’entusiasmo.

Cominciamo.
Siamo partiti da Venezia in quattro Biancamaria, Pierantonio, Antonio ed io. Dopo aver fatto scalo a Dubai e Johannesburg arriviamo a Windhoek. I voli sono stati tutti tranquilli e confortevoli, la compagnia aerea Emirates ci ha offerto una sistemazione relativamente comoda e dei pasti incredibilmente decenti. Devo segnalare che l’aeroporto di Dubai è un caleidoscopio di colori e di varia umanità, noi abbiamo sostato per quattro lunghe ore ma non ci siamo mai annoiati, nonostante l’orario (dalle 24 alle 4 del mattino) abbiamo gironzolato curiosi lungo gli infiniti corridoi su cui affacciano illuminati ed affollati negozi dove è possibile acquistare qualsiasi cosa.

Windhoek significa “angolo del vento” e non si smentisce, al nostro arrivo un vento baldanzoso ci accoglie. Incontriamo Rolando che sarà la nostra guida per i prossimi 20 giorni e la nostra comune origine veneta crea da subito un clima di cordialità e simpatia reciproca.
Prendiamo contatto con la nostra destinazione e la prima impressione è di una distesa di terra riarsa, in effetti sono tre anni che non piove e si nota chiaramente l’arsura ovunque.
Il primo mattino lo dedichiamo ad una breve visita della città e nel pomeriggio ci trasferiamo in un lodge dove attendiamo l’arrivo degli altri nostri compagni di avventura. Nell’attesa facciamo un giro della tenuta che circonda il lodge e cominciamo ad incontrare i primi animali, sprinbox, orici, antilopi, giraffe, gnu, rinoceronti bianchi ed un grosso coccodrillo.
Verso il tramonto mi siedo fuori dal nostro bungalow e mi trovo circondata dal silenzio, solo il rumore del vento e degli uccelli mi fanno compagnia. Le colline abbracciano la vallata arida ed la luce calda del sole le illumina.
La compagnia finalmente è al gran completo, sono arrivati anche Mirko e Viviane, anche loro vicentini, ceniamo insieme in allegria, tutti un po’ eccitati … domani si parte destinazione il deserto del Namib.
Prima di andare a dormire alzo gli occhi al cielo e la stellata è mozzafiato, sarà la prima di una lunga serie!
Qui l’aria è tersa e  decisamente frizzante, non vi è traccia di umidità.
  
La mattina successiva, di buon ora partiamo, ci accompagna ancora il vento e non ci abbandonerà per tutto il giorno.
Prendiamo posto sul nostro mezzo di trasporto che Rolando, modestamente, definisce la Rolls Royce del deserto. In effetti è molto comodo e capiente, finestratissimo per permettere a tutti una visione perfetta dei panorami.

La strada è inizialmente monotona e poi si fa via via più tortuosa fino all’ingresso del Namib.
 Ad un certo punto Rolando ci fa chiudere gli occhi e dopo una curva li riapriamo restando tutti a bocca aperta, di fronte a noi si estende un panorama infinito di monti, vallate, colline, dirupi, in tutta la scala dei grigi e dell’ocra, se non fosse per il vento fortissimo resteremmo a lungo ad ammirare questa meraviglia ed anche la strada da fare è ancora lunga, così proseguiamo verso Solitaire. 


Tappa per un pranzo veloce, il rifornimento di benzina e la famosa torta di mele … ma quando arriviamo è in forno ….. un po’ delusi ci consoliamo con l’incontro con volatili e roditori di vario colore e dimensione.
Arriviamo al nostro lodge e ci regaliamo un tramonto da sballo, il deserto che ci circonda è illuminato dalla calda luce del sole e tutto risplende in un’armonia perfetta di luci e colori. I fotografi si sbizzarriscono risalendo una collina per trovare l’inquadratura perfetta, io più modestamente mi godo questo panorama regale, mentre i pensieri volano via con il vento mi accomodo su di un sasso ed osservo in silenzio lo spettacolo che mi si para davanti. E’ un’esperienza forte ed unica che non è possibile dimenticare.


Dopo un buon bicchiere di vino e un’abbondante razione di stuzzichini ci ritiriamo nelle nostre camere per prepararci per la cena. Segue una notte piuttosto turbolenta per il vento che sembra voler scoperchiare i nostri bungalow , per fortuna non accade nulla e non ci resta che dormire nei nostri letti ben attrezzati da piumini, coperte e una bella boule con l’acqua calda che nessuno disdegna.
La mattina seguente ci alziamo all’alba per la partenza verso Sesriem e le dune di Soussvlei .
Nonostante il perdurare del vento freddo continuiamo ad ammirare paesaggi spettacolari, vuoi per il sorgere del sole, vuoi per l’orografia del terreno ogni sguardo coglie colori e forme sempre differenti. Continuiamo a fermarci per ammirare i paesaggi e le dune. Arrivati alla famosa duna 45 tentiamo la risalita. La duna è a dir poco imponente, purtroppo non riusciamo ad arrivare alla sommità lungo la dorsale più ripida, troppo vento da togliere il fiato anche agli scalatori provetti. Proviamo allora a risalirla di lato, per fortuna con successo. La sabbia entra ovunque ( e vi rimarrà per tutta la giornata) e la salita è veramente impegnativa ma è stata una bella soddisfazione arrivare in cima, la discesa è decisamente più agevole, sembra di camminare nella panna montata.

Proseguiamo il nostro giro e percorriamo una strada piuttosto sconnessa che ci porta all’inizio di un breve sentiero che ci porta alla Valle Morta, alberi vecchi di 600 anni ci vengono incontro spettrali, il terreno è argilloso tanto che sembra di camminare sulla luna, il suolo è quasi bianco, le dune sono rosse ed il cielo è di un azzurro intenso …. Un posto magico. Prima di ripartire ci accorgiamo che sul ramo di un’acacia ci sta osservando un enorme gufo (Pearl-spotted Owlet), tentiamo un approccio ma lui rimane assolutamente immobile quasi indifferente, così lo lasciamo in pace, per non disturbare. 

Nel lodge dove successivamente ci fermiamo a pranzo ci accorgiamo innanzitutto che il vento si è placato e la temperatura è in rapida ascesa, ci sediamo all’aperto sotto un’acacia ad osservare l’eterno lavorio dei passeri nella costruzione del loro immenso nido “condominio” e le peripezie di un topino finito tra le unghie di un enorme gatto che ha solo voglia di giocare. Proseguiamo la nostra giornata visitando il canyon di Sesriem , la passeggiata si rivela più gradevole del previsto in quanto all’interno del canyon la temperatura scende e resta costante.

 Rientriamo nel tardo pomeriggio per un po' di relax dopo tante emozioni!

(continua)

6 commenti:

  1. Per un po' ho "sentito" il vento.... ;D

    RispondiElimina
  2. Santo cielo Margherita...hai vissuto un sogno! Sai che man mano che leggevo il tuo post mi sono resa conto che trattenevo il fiato per l'emozione?...e poi tu scrivi così bene che sembra davvero di essere lì.
    Buona domenica e alla prossima!

    RispondiElimina
  3. P.S. incredibili i panorami, ma anche il gufo è bellissimo!

    RispondiElimina
  4. ciao vicina, che bello il tuo racconto, aspetto con ansia la seconda parte e cmq anche il caffè a casa con le foto "in diretta":-)

    RispondiElimina
  5. non ho perso neanche una parola... sono incantata da questo bel racconto pieno di vento, di vedute splendide e di entusiasmo!! aspetto il seguito. ;-)

    RispondiElimina
  6. Grazie grazie... portate pazienza tra poco arrivo con il seguito

    RispondiElimina