sabato 19 ottobre 2013

Namibia e dintorni 3

Eccoci arrivati al giorno della visita al Parco Etosha, le aspettative sono tantissime ed ovviamente vengono tutte esaudite. 
Rolando, la nostra guida, alza il tettuccio del fuoristrada e noi abbiamo la possibilità di osservare intorno a 360°, che libidine, soprattutto per i fotografi.Ad ogni pozza vediamo tanti animali, la carenza di acqua affolla ovviamente questi stagni, per noi è una manna. Vediamo orici, antilopi, gazzelle, kudu, zebre, gnù, giraffe, sprinbox, elefanti, rinoceronti e chi più ne ha più ne metta…. In un crescendo di emozioni. Sembra di stare in un documentario, in silenzio, con il fiato sospeso. 
Un rinoceronte ci attraversa la strada. Scorgiamo un leone con il suo harem di quattro leonesse che riposa pigro tra i cespugli. 



Verso il tramonto aspettiamo l’uscita dalla tana delle iene, sono sei e sono bellissime, si guardano intorno furtive e ci osservano con supponenza. 


Scorgiamo una leonessa che improvvisamente parte all’attacco di un orice e lo manca, è stata una scena fulminea ma davvero da togliere il fiato!!!!! Purtroppo nessuno è riuscito ad immortalare la scena.
Poi arriva finalmente il tramonto che incendia il cielo e noi ci ritiriamo all’interno del lodge, negli spazi riservati agli umani,  recintati e protetti perché qui gli animali sono liberi e sovrani.
La nostra camera è proprio di fronte ad una pozza e nel buio della sera continuiamo ad osservare gli animali che si abbeverano, in continua processione arrivano elefanti, rinoceronti, giraffe tenendo ben presente la giusta gerarchia dettata dalla dimensione, il più grande beve prima del più piccolo! Ho visto un elefante caricare un rinoceronte perché non si decideva ad allontanarsi dall’acqua mentre l’altro stava bevendo! 
In questa notte senza  luna ascoltiamo i rumori della natura così vicini che mettono un po’ d’inquietudine.

Percorriamo dall’alba nel senso della lunghezza il resto del parco e continuiamo ad avere incontri decisamente interessanti, soprattutto incrociamo una leonessa con i suoi cuccioli, è reduce da un “fiero” pasto, tutti hanno il muso e le zampe anteriori sporchi di sangue, lei avanza lentamente ed i piccoli la seguono saltellando, proprio come fanno i bambini.



Questi momenti sono caratterizzati da un grande silenzio, siamo tutti ammutoliti, vuoi per l’emozione ma direi soprattutto per rispetto di questi animali così belli, liberi, orgogliosi, dignitosi. Non è certo come vederli allo zoo qui sono davvero loro stessi e noi ci rendiamo conto di quale privilegio abbiamo nel poterli osservare da così vicino.
La giornata è davvero intensa e la strada da percorre lunga, ma come sempre non ci si stanca mai nemmeno di guardare fuori dal finestrino, ogni poco c’è qualcosa che attira la nostra attenzione. Continuiamo a riempirci gli occhi di paesaggi brulli per la siccità ma veramente affascinanti. In particolare è la luce di questi luoghi che è diversa dalla nostra, tutto sembra molto più luminoso e colorato. Prima di arrivare alla nostra destinazione serale ci fermiamo ad ammirare la Hoba, uno dei più grandi meteoriti caduti sulla terra.

Per la notte soggiorniamo in un altro lodge molto confortevole, se non fosse che al nostro arrivo sono senza corrente elettrica e di conseguenza senz’acqua. Non ci perdiamo d’animo, infiliamo velocemente il costume ed attendiamo a bordo piscina  il ritorno delle comodità moderne, sorseggiando il tè e sbocconcellando con indifferenza un ottimo dolcetto, con la pazienza “africana” che contraddistingue questi posti. 

6 commenti:

  1. Sempre più affascinante! Emozionante la vicinanza con tanti animali selvatici!!! bellissimo viaggio!

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  2. Mi piace l'idea di questa luce diversa dalla nostra, così piena di colori.
    Fantastica, poi, è la supponenza della iena! :)

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  3. come descrivi bene quello che vedi:-)

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  4. Sembra un sogno...hai vissuto in prima persona quello che io ho visto solo nei bellissimi documentari della National Geographic! Quanti animali...e chissà che emozione lo scatto della leonessa!

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  5. Più il tempo passa più aumenta la nostalgia e faccio veramente fatica a continuare a raccontare. Grazie a @tutte per i complimenti

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    1. Ma allora il Mal d'Africa esiste per davvero!

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